MANGART ALLA SLAVNIK
Ricetta per 4 persone (a meno che non siate il Barba, che come si sa esagera sempre).
Prendete innanzitutto il Barba, e lasciatelo macerare per 6/9 mesi in LabTrasp, con abbondante Scheduler, Corridoio V, Medeossi, un po' di Stok, e un pizzico di Camus (non troppo mi raccomando). Dopo questo periodo di marinatura, quando il Barba sarà esaurito al punto giusto, mettelo in ferie, diciamo per 15 giorni, ma con l'accortezza di aspettare un periodo di instabilità climatica tale da far passare i meteorologi per stregoni della pioggia e far sembrar le previsioni un mero risultato di una partita a dadi, data l'aleatorieta delle stesse. A parte splamate su 42 km di asfalto un dislivello di circa 2300 metri, ma con l'accortezza di abbondare negli ultimi kilometri a discapito dei primi. Serbatene inoltre un poco per il ritorno. Aggiungete al composto Sella Nevea, passo del Predil ma soprattutto abbondante Mangart. Unite il Barba, precedentemente scottato sulla Gorizia-Lokve durante la coppa Union, e lasciatelo cucinare a fuoco non troppo caldo per tre ore circa. Quando il Barba sarà cotto a puntino, una volta arrivato a quota 1900 circa unite a sorpresa un finale alla Slavnik, con vento, freddo e nuvole basse in modo tale da nascondere ogni ipotesi di panorama sul Mangart stesso. Ovviamente innaffiate con una generosa dose di PD, PM, e CB. Una gustosa variante: sostituite il Mangart con lo Zoncolan e raddoppiate le dosi...
Questa è una delle tante ricette che potrete trovare nel libro di Civaman "L'alimentazione sportiva a base di Civa e Birra Union".